Come utilizzare la cenere come fertilizzante

Durante la stagione fredda è piacevole passare le serate davanti al fuoco del camino e riscaldare la casa in maniera naturale. Ogni mattina quando ci si sveglia si procede alla pulizia del caminetto e alla rimozione della cenere rimasta sul fondo.
Chissà quanta cenere del caminetto
 è stata gettata via senza essere riutilizzata.Un vero e proprio spreco perché la cenere è un vero toccasana per le piante, un vero e proprio concime organico ricco di nutrienti.
Sia essa cenere prodotta dalla combustione di tronchetti, pellet, ciocchi di legna o carbonella, può dare una “marcia in più” alle fioriture delle nostre aiuole e dei nostri vasi.
Il primo passo da fare è, quindi, conservare la cenere del caminetto per poterla riutilizzare. 

Scopriamo insieme il più antico fertilizzante naturale!
La cenere è un concime naturale: Il legno mentre brucia sprigiona attraverso il fumo carbonio, ossigeno, idrogeno, azoto e zolfo, i restanti nutrienti rimangono nella cenere.
L’uso della cenere come fertilizzante è una pratica antichissima e ancora molto diffusa perché:

  • consente di apportare al terreno un buon numero di elementi nutritivi, quali fosforo, magnesio, calcio e potassio. 
  • allontanare limacce e chiocciole (lumache con o senza guscio)
  • può aumentare il pH del terreno e diventare un ammendante per la coltivazione delle piante basofile
  • la cenere può integrare il compost domestico per favorirne la decomposizione e la trasformazione in terriccio fertile.

AVVERTENZE: Quando parliamo di cenere per fertilizzare il terreno ci si riferisce alla cenere prodotta dalla combustione di legna di derivazione naturale, quindi non verniciata, ne’ trattata con flatting o impregnanti. L'uso della cenere derivata dalla combustione di legna trattata o verniciata può causare l'inquinamento del suolo.


Lascia un commento