Colture protette: tipologie, caratteristiche e metodi di coltivazione sostenibili (parte 1)

La coltivazione in serra è una delle più famose colture protette, tipiche dell’orticoltura, della floricoltura, del vivaismo e della frutticoltura.

Le colture protette comprendono una vasta gamma di strutture e si differenziano per "complessità" e "durata". 
Con complessità si indicano i tipi di strutture: dalla semplice copertura del terreno con teli alle serre semplici, alle serre più moderne, dotate di irrigazione artificiale e climatizzazione.
Con durata si indica il periodo di "protezione" della coltura. Essa può durare per una parte o per tutta la durata del periodo di coltivazione.

Perché si preferiscono le colture protette in serra?
Naturalmente per i vantaggi che garantiscono. Permettono di controllare il clima nonostante le condizioni meteorologiche della zona, di coltivare piante, ortaggi, frutti in ambienti diversi da quelli originali, di decidere i tempi di maturazione dei prodotti anticipando o posticipando i tempi di produzioni naturali, e di produrre completamente fuori stagione. 

I vantaggi e gli svantaggi sono elencati qui di seguito, per permettere una valutazione oggettiva delle coltivazioni protette.

Aspetti positivi

  • Minori rischi causati dai fattori meteorologici esterni;
  • Migliori opportunità di vendita grazie alle produzioni "fuori stagione";
  • Programmazione più precisa della produzione;
  • Rese maggiori e più veloci;
  • Costanti ed elevati standard di qualità;
  • Risorse utilizzate in modo più efficiente;
  • Impiego di moderne tecnologie produttive e di irrigazione.

Aspetti negativi

  • Costi elevati di manutenzione;
  • Maggiori rischi di investimento e di impresa;
  • Tendenza alla monocoltura e difficoltà ad attuare rotazioni lunghe;
  • Accumulo di sali nel terreno a causa dei fertilizzanti e dall'assenza di dilavamento da acque piovane;
  • Impatto ambientale.

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